Il primo passo per risolvere il problema è parlarne e capire di cosa si tratta.
Chi deve convivere con i fastidi scatenati dalle emorroidi, ad esempio dolore, prurito e bruciore, spesso fatica a comunicare il proprio disagio, persino a un Medico.
Il motivo dell’imbarazzo? Si trovano in una zona “particolare” che per molti rappresenta un tabù.
Eppure non c’è assolutamente nulla di strano nel soffrire di questo disturbo, anzi, è più comune di quanto pensi.
È importante approfondire il tema, ascoltando chi ne sa, così da avere la necessaria consapevolezza del problema e affrontarlo in modo corretto, per evitare che le emorroidi possano “degenerare” e compromettere davvero la qualità della vita.
Le emorroidi (plesso emorroidario) sono “cuscinetti” di tessuto spugnoso, ricchi di vasi sanguigni e capillari, che si trovano nella parte terminale del retto e sono naturalmente presenti in ogni essere umano. Dal punto di vista anatomico hanno il compito di proteggere il canale anale durante la defecazione, aiutando a trattenere oppure rilasciare feci e gas. “Avere le emorroidi” quindi è una condizione del tutto normale. In determinate situazioni e in seguito a molteplici fattori, i vasi possono dilatarsi eccessivamente a causa ad esempio di un aumento della pressione sanguigna. Le emorroidi possono quindi aumentare di volume, infiammarsi e scivolare al di fuori della loro sede (prolasso), provocando fastidiosi sintomi. In questo caso è più corretto parlare di malattia emorroidaria, con vari stadi di gravità.
Vengono definite emorroidi interne se rimangono dentro/in prossimità dell’orifizio anale: solitamente non sono visibili poiché rivestite da mucose. Le emorroidi esterne invece si sviluppano intorno all’ano, sono ricoperte di pelle e visibili a occhio nudo. In entrambi i casi, la sensazione fastidiosa può essere contrastata con l’aiuto di una crema rettale specifica.
Le cause dell’ingrossamento, dell’infiammazione e di un’eventuale fuoriuscita delle emorroidi all’esterno del canale anale non sono ancora del tutto note.
Esistono però numerosi fattori che concorrono all’insorgenza della malattia emorroidaria, portando all’aumento della pressione nei vasi sanguigni della zona ano-rettale.
Il risultato può essere la comparsa di sintomi anche molto spiacevoli o un aggravamento del quadro clinico.
Su alcuni fattori come l’età (il picco di incidenza delle emorroidi è 45-65 anni), la predisposizione familiare o la gravidanza non è possibile intervenire, su altri puoi fare molto modificando lo stile di vita e utilizzando, all’occorrenza, un farmaco per il trattamento dei sintomi.
In certi casi le emorroidi non si fanno assolutamente sentire, in altri i fastidi possono diventare un disagio perché sono talmente intensi da ostacolare le normali attività quotidiane e interferire con la vita sociale. La patologia emorroidaria può infatti rendere difficoltoso sedersi, stare in piedi, camminare e fare sport. Se è così, devi affrontare di petto il problema e intervenire sui fattori di rischio, altrimenti la situazione non solo non migliora ma può progredire negli stadi successivi.
Questi sono alcuni dei principali disturbi collegati alle emorroidi che, quando fa molto caldo, possono ulteriormente aggravarsi per via della dilatazione dei vasi sanguigni. Ne riconosci qualcuno? Rivolgiti al tuo Medico per una diagnosi più approfondita. Per alleviare sintomi come dolore, bruciore e prurito, puoi chiedere al Farmacista un farmaco in crema ad azione analgesica e antinfiammatoria.
La patologia emorroidaria può iniziare a manifestarsi in modo lieve e poi i sintomi possono peggiorare, specie se non viene trattata precocemente e non si interviene sulle potenziali cause predisponenti. A seconda della severità, gli esperti classificano la malattia in quattro differenti gradi.
Solo uno Specialista (Colonproctologo), attraverso opportuni esami, può accertare il grado della malattia e suggerire le strategie terapeutiche più idonee, tra cui l’intervento chirurgico o ambulatoriale (emorroidi di 3° e 4° grado e recidivanti). Per i sintomi più lievi, può essere utile un trattamento farmacologico a base di principi attivi specifici come idrocortisone acetato e Lidocaina cloridrato.